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Slow sex e stop&go

Nessuno è immune dal fast sex, sia chiaro: la sveltina è l’attimo rubato che fa esplodere i nostri impulsi primordiali, talvolta magnifica, altre assolutamente necessaria. Ma vi siete chiesti perché sia sempre un po’ trionfata l’idea del sesso veloce? Perché ci hanno ficcato in mente che certi istinti sono pensieri impuri, da castigare o relegare agli sfoghi ultrarapidi dopo i quali recitare un mea culpa.

Le culture che hanno osannato il corpo come strumento di conoscenza hanno invece partorito la dottrina e la pratica del Tantra.

Senza comunque scomodare importanti filosofie orientali, il gusto dello slow sex possiamo godercelo anche in Occidente respiro dopo respiro.

Lo slow sex è l’intimità assaporata al massimo delle percezioni e in piena libertà. Interamente e pienamente concentrati sul piacere, il flusso dell’energia sessuale raggiunge il picco della potenza. Concedersi l’avventura dello slow sex equivale insomma a riappropriarsi dell’erotismo più intenso.

Il tempo, la lentezza, il ritmo che indugia ad assaporare ogni momento, amplificano le sensazioni di attrazione e piacere. Fanno esplorare l’altro, assecondano ogni alito di fantasia, danno un’eccitazione molto profonda.

L’eros ha bisogno di essere stupito, movimentato e assecondato. Dipende da come stiamo, da quale situazione stiamo vivendo, da quali stimoli riceviamo dal partner, da quali sensazioni cerchiamo. Ben vengano appunto le sveltine, ben vengano le lunghe penetrazioni, ben vengano gli amplessi modulati e appassionati.

L’ode allo slow sex è più di tutto ispirata alla celebrazione della nudità mentale, delle voglie segrete di un sesso denso e totale, del desiderio di un’attività erotica inebriante.

Per dirla tutta è spesso assai più porco un pensiero in modalità low sex che uno fisso su una botta e via. Immaginate quanto c’è da assaporare, in un comodo letto dove tutti i sensi sono intenti a scoprirsi, a esprimersi, a gustare i brividi. Dedicarsi l’un l’altro fino all’orgasmo è un’esperienza molto spinta.

D’altra parte sbronzarsi di sesso è proprio questo: provare il gusto della lingua ovunque, usare largamente il tatto, passare in rassegna l’intera gallery del kamasutra, crogiolarsi nella libidine.

Come e quanto ci aiuta la pratica dello stop&go?

Il nome dice tutto. Si tratta di fermarsi dopo un po’ di affondo e poi riprendere. Molti, con la tecnica dello stop&go, dicono addio all’eiaculazione precoce, con somma gioia delle partner. Interrompere la penetrazione, è il caso di specificarlo, non significa però fissare il soffitto in attesa che il fallo si tolga dalla testa l’idea di schizzare. Vuol dire prendersi altre scariche erotiche dai baci, dalle carezze, dalle lingue che se ne vanno in giro a stuzzicare. Naturalmente la voglia deve montare alle stelle quindi ci vuole moderazione: lo stop&go deve portarci a posticipare l’orgasmo perché poi sia travolgente quindi non bisogna inserire nella parentesi di stop un orale da urlo altrimenti…

Voi quanto slow sex praticate?

Avete provato il metodo dello stop&go?

Da sex coach vi consiglio sempre, lo sapete, di dare al sesso (e prendere dal sesso) qualcosa in più di dieci minuti di meraviglia. Le ore e le emozioni bisogna succhiarle fino all’ultima goccia.

 

«Mi piace godere. Soprattutto mi piace godere a lungo».

 

One thought on “Slow sex e stop&go”

  1. Molto interessante questo metodo, tralasciare per un po’ la penetrazione per dedicarsi maggiormente a carezze, baci e slinguazzate (quanto mi piacciono!!!) soprattutto per chi come me preferisce godere ed assaporare attimo dopo attimo, boccone dopo boccone tutti i secondi di una bella esperienza.

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